La contraffazione colpisce le Pmi

8 luglio 2010
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Il mercato del falso in Italia vale oltre 7 miliardi di euro. E ce n'è anche per l'Ict

Il mercato del falso in Italia ha fatturato nel 2009 oltre 7 miliardi di euro, sebbene la Guardia di Finanza abbia sequestrato quasi 113 milioni di prodotti contraffatti. La cifra dà un’idea delle dimensioni che ha assunto il fenomeno della riproduzione di prodotti di lusso, come pure di merci di largo consumo, dal punto di vista economico e sociale.

Il dato è stato riferito dal ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, intervenuto a Roma all’incontro organizzato da Confindustria per la Giornata nazionale anticontraffazione. Il danno per le imprese - ha detto il ministro - soprattutto per quelle medie e piccole che costituiscono il tessuto produttivo del Paese, è consistente sia in termini di mancate vendite e di riduzione del fatturato sia per le ingenti spese che le stesse si vedono costrette a sostenere a tutela dei loro diritti di proprietà industriale e che, altrimenti, potrebbero essere destinate a nuovi investimenti o a progetti di innovazione e ricerca”.

Ma la contraffazione, ha proseguito il ministro, “incide negativamente anche sulla libera concorrenza e il buon funzionamento dei mercati, danneggiando la competitività e alimentando, al contempo, i flussi finanziari dell'economia illegale e della micro e macro criminalità”.

“Il fenomeno ha, inoltre, gravi conseguenze per il bilancio dello Stato: oltre 5 miliardi di euro di perdite tra imposte dirette e indirette pari al 2,5% del totale del gettito e non meno gravi sono le distorsioni sul mercato del lavoro connesse allo sfruttamento della manodopera illegale che sottrae posti di lavoro all'economia regolare: 130mila risultano, secondo gli ultimi dati, le unità impegnate nella filiera del falso”.

Ma le conseguenze forse più pericolose, ha aggiunto il ministro, “riguardano l’incolumità del consumatore, i rischi per la sua salute e per la sicurezza strettamente legati all'acquisto di alimenti, farmaci, cosmetici e giocattoli contraffatti”.

Per quanto riguarda l'Ict Pietro Scott Jovane, amministratore delegato di Microsoft Italia ha ricordato che “Nel settore la contraffazione si chiama pirateria, ed è un fenomeno molto diffuso e molto grave per le aziende. In Italia il 49% del software è pirata, mentre la media europea è del 35%, in Cina il 97% del software non è regolare".
 

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