Farmacia
06 Luglio 2010 Bookmark and Share
News

E-commerce per i farmaci? Inutile, dicono i farmacisti

Il ministro della Salute apre alla possibilità di vendere online le medicine senza ricetta. E i farmacisti insorgono. troppo pericoloso e poi ci sono già tante farmacie


E' bastato un accenno del ministro per la Salute Ferruccio Fazio alla possibilità del via libera alle farmacie online per fare scattare subito la reazione di Federfarma e della Federazione italiana degli Ordini dei farmacisti (Fofi).
"Non escludo un via libera dell'Italia a fronte di precise garanzie alle farmacie online per la vendita di farmaci senza ricetta", ha dichiarato Fazio.

Immediata la risposta di Annarosa Racca, presidente di Federfarma.
“La farmacia online in Italia, dove non mancano gli esercizi sotto casa e dove il servizio è capillare è inutile. E' una novità, quindi, che non serve". Così la Federazione dei titolari di farmacie ha subito seppellito la proposta. L'inutilità è dovuta anche al fatto che fino ad oggi "il sistema ha funzionato bene, arginando il fenomeno della contraffazione, grazie alla capacità di tracciare perfettamente il percorso dei medicinali".

"La farmacia italiana del territorio - spiega Racca all'Adnkronos Salute - ha sempre garantito la massima sicurezza. Nei Paesi del Nord Europa ci sono le farmacie online perché gli esercizi sono meno diffusi, più distanti. I nostri sono, invece, molto diffusi. E anche sugli orari è aumentata la disponibilità". I farmacisti di Federfarma, però, bontà loro, sono disponibili a confrontarsi con il ministro "se si tratterà, per esempio, di aprire alla vendita online da parte delle 17 mila farmacie del territorio - conclude Racca - quindi con una garanzia alle spalle. Ma se si tratterà di siti che possono in qualche modo sfuggire al controllo, è un altro conto".
Più possibilista Andrea Mandelli, presidente della Fofi, che dopo avere giustamente ricordato i pericoli del Web dove la vendita di farmaci contraffatti è molto diffusa, ha aperto alla possibilità delle vendita sul Web.

"Bisognerà capire, ovviamente, in che modo sarà impostata la questione, ma possiamo parlarne tranquillamente. Il nostro punto fermo resta la necessità di garantire i cittadini".

Fatta salva la sicurezza dei cittadini è ovvio però che lo sviluppo delle farmacie online non può essere ostacolato dal veto di una categoria, quella dei farmacisti, che improvvisamente si troverebbe aperta alla concorrenza internazionale con ovvie ripercussioni anche in tema di prezzi.

Più che avversione alla tecnologia questta è paura di perdere il proprio business.

 

L.F.