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Sicurezza prima preoccupazione per le Pmi

22 giugno 2010
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Secondo Symantec il 73% degli intervistati è stato vittima di cyber attacchi lo scorso anno. Il 30% di questi attacchi sono stati considerati abbastanza efficaci. Dal punto di vista dei cybercirminali  

La protezione delle informazioni sta diventando la maggiore priorità It delle piccole e medie imprese. E' quanto emerge da una ricerca di Symante sulle aziende fra 10 e 499 dipendenti. I dati sono in controtendenza rispetto a 15 mesi fa quando un’alta percentuale di aziende non era dotata nemmeno delle basilari misure di sicurezza. Questo cambiamento è comprensibile se si considera che le Pmi si stanno scontrando con un crescente numero di minacce quali i cyber attacchi, la perdita di dispositivi e di dati sensibili. Lo studio è basato su una ricerca condotta a maggio 2010 su 2.152 dirigenti e responsabili It di Pmi appartenenti a 28 Paesi.

“Le piccole e medie imprese si trovano ad affrontare un numero sempre crescente di rischi che riguardano le proprie informazioni sensibili – tra cui i numeri del conto bancario, i dati delle carte di credito e i documenti relativi a clienti e dipendenti. Che si tratti di un attacco malevolo, di un crash del server, o della perdita di informazioni riservate, la perdita di dati può essere molto dannosa, se non fatale, per una Pmi”, ha dichiarato Bernad Laroche, senior director, Product Marketing di Symantec. “I dati emersi dalla ricerca condotta da Symantec un anno fa, hanno evidenziato che le aziende non stavano facendo tutto il possibile per proteggere le proprie informazioni. E’ interessante vedere come le Pmi si stiano rendendo conto dei rischi che possono correre e si stiano attrezzando per proteggere le proprie informazioni in maniera più completa”.


La perdita dei dati e i cyber attacchi sono considerati i rischi maggiori per il business, superando le attività criminali tradizionali, i disastri naturali e il terrorismo. Le Pmi investono attualmente una media di 51.000 dollari (circa 41.200 euro) l’anno e i due terzi del tempo lavorativo dello staff It è dedicato alla protezione delle informazioni, inclusa sicurezza dei computer, backup, recovery, archiviazione e preparazione in caso di disastri. L’87% delle aziende è dotato di un piano di reazione in caso di disastro, ma c’è ancora del lavoro da fare considerando che solo il 23% considera il proprio piano abbastanza buono o eccellente.

La perdita di informazioni sensibili è fonte di preoccupazione per le Pmi. Il 74% delle aziende intervistate hanno dichiarato di essere abbastanza/molto preoccupate per la perdita delle informazioni elettroniche. Questo anche perché il 42% ha perso informazioni riservate o proprietarie in passato. Il risultato è che il 100% ha subito una perdita diretta quali guadagni mancati o costi finanziari.

Uno dei maggiori pericoli è la perdita di dispositivi. All’incirca i due terzi del campione ha dichiarato di aver perso dispositivi come laptop e smartphone negli ultimi 12 mesi. Il 100% ha almeno un apparecchio che, una volta smarrito, non era protetto da password e i dati in esso contenuti non potevano essere cancellati a distanza per proteggere le informazioni sensibili per il business.

I cyber attacchi rimangono una minaccia critica per le Pmi. Il 73% degli intervistati è stato vittima di cyber attacchi nello scorso anno. Il 30% di questi attacchi sono stati considerati abbastanza/estremamente efficaci. Il 100% delle Pmi ha subito perdite quali i tempi morti, il furto di informazioni personali di clienti o dipendenti e la perdita di dati delle carte di credito. Queste perdite si sono tradotte in costi diretti per tutti gli intervistati, ovvero perdita di produttività, perdita di guadagni e di fiducia da pare dei clienti.
 

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