Apsis
22 Giugno 2010 Bookmark and Share

Qr code, dal tracciamento al marketing

Tra le piattaforme tutte italiane a supporto del Qr code ce n’è una realizzata da Apsis, software house nata nel 2004 a Pavia, gestita da giovani ingegneri under 35

Aspis ha realizzato Quarkode all’inizio del 2009 e in poco tempo la piattaforma è diventata una soluzione di riferimento. La società ha attivato un sito (www.quarkode.it) che attraverso grafici aggiornati in tempo reale offre una visualizzazione dei dati aggregati relativi a tutte le scansioni dei codici nella piattaforma degli ultimi trenta giorni.
I risultati aggiornati dicono che gli orari di punta in cui si interagisce maggiormente con i Qr code sono le 14, soprattutto la domenica e, a seguire, lunedì e venerdì. Il 28% degli utenti è lombardo, il 14% emiliano-romagnolo e 11% laziale. I dispositivi più utilizzati: iPhone 43%, Nokia 34% e BlackBerry 9%.

Per saperne di più ne parliamo con Pierluigi Cremonesi, cofondatore e amministratore delegato Aspis.

Cos'è Quarkode?
"È una piattaforma che estende il campo d’applicazione del Qr code, ideato per tracciare le merci, al marketing, facendo interagire il mondo della comunicazione tradizionale con quello dei new media digitali e interattivi".

Perché un'azienda dovrebbe usare Quarkode?
"La nostra piattaforma trasforma campagne off-line in interattive, misura in tempo reale la risposta del target e di conseguenza il successo delle attività di marketing e comunicazione in funzione della testata, del mezzo o del luogo. Consente inoltre di analizzare in tempo reale l’andamento della campagna attraverso un’ampia reportistica. La telefonia mobile offre la possibilità di personalizzare le campagne per fornire il giusto messaggio e il giusto servizio al giusto pubblico".

La tecnologia dei Qr code è open. In rete esistono software free per farsi il Qr code da soli. Qual è la differenza con la soluzione che proponete voi?
"Le soluzioni free realizzano Qr code per telefoni del mercato giapponese, quindi il problema si sposta sull'utente che spesso non ha la tecnologia adatta e quindi incontra difficoltà di lettura. Per esempio un grande pastificio italiano si è rivolto a un'agenzia che gli ha venduto una soluzione free facendola pure pagare. Il risultato è che quel codice free era leggibile solo dal 25% dei cellulari italiani. Noi abbiamo rivisto la creazione dell'algoritmo e ottimizzato i codici per la lettura dei cellulari europei: i nostri Qr code sono meno densi e più leggibili".

Esempi di successo?
"Tanti, siamo leader di mercato in Italia. Mediaworld è stato il nostro primo cliente. Abbiamo fatto una campagna di una pagina su quotidiani e periodici e con la nostra piattaforma abbiamo generato più codici così da sapere quanta gente ha visto la pubblicità sul Corriere piuttosto che su altri giornali, il tutto per differenziare e capire gli accessi. Roberto Formigoni al termine della campagna elettorale ha saputo che per la maggior parte di elettori hanno funzionato le affissioni medio grandi piuttosto che quelle vicino alle fermate dei tram".

Quanto costa a un'azienda?
"Si può partire da 500 euro".

Come hanno reagito le aziende al Qr code?
"Esiste una curiosità maniacale per chi ha già installato il reader appena vede un Qr code! Siamo partiti coi primi clienti nell'aprile 2009 e da allora abbiamo avuto 1000 contatti da aziende senza grossi investimenti pubblicitari. Nell'ultimo trimestre del 2009 abbiamo raggiunto il traguardo dei 100mila click, ora siamo vicinissimi al milione. Il bacino di utenza si è allargato di pari passo grazie alla sempre più ampia offerta di contenuti messa in campo dai maggiori gruppi nel campo dell'editoria, dell'entertainment e della grossa distribuzione".

Quali sono le ulteriori applicazioni?
"L'unico limite è la fantasia!".
 

Arianna Pinton