Sta per finire la crisi del mercato It?
C’è una buona notizia nella presentazione del direttore generale di Netconsulting Annamaria Di Ruscio all’undicesimo Forum It di Grandangolo:"Il sistema Italia, nonostante le difficoltà in cui si trascina e nonostante la debolezza strutturale della domanda interna in tutta Europa, non ha mai smesso di investire anche se in maniera molto selettiva sia riguardo ai fornitori che alle soluzioni e ai settori di intervento".
Ciò significa, ad esempio, la rinegoziazione al ribasso dei contratti in essere, con il risultato che per certe forniture di servizi non particolarmente innovativi sì è arrivati a livelli tariffari che Annamaria Di Ruscio ha definito “devastanti”, e che il ciclo di rinnovamento del parco prodotti si sta sempre più allungando ed è arrivato ad un livello tale da mettere a rischio l’efficienza delle infrastrutture.
Come dire: attenzione! la crisi ormai non è più solo una diminuzione temporanea della propensione ad investire ma sta intaccando la struttura sia delle aziende sia dei fornitori, con un impatto sulla capacità di rimbalzo e sulla competitività a medio lungo termine che è difficile stimare.
Inoltre continua a pesare sul sistema come un macigno l’incapacità della Pubblica Amministrazione di onorare i suoi debiti nei confronti delle imprese fornitrici, e si sta profilando all’orizzonte un altro spauracchio, ossia la nuova formulazione dell’accordo di Basilea, la versione 3, che è facile prevedere porrà nuovi vincoli all’erogazione dei finanziamenti perché la preoccupazione del mondo bancario non è tanto stimolare la crescita del sistema industriale quanto minimizzare i rischi di default delle proprie aziende.
Ciò significa che le buone notizie sono finite?
La risposta è no, perché Netconsulting prevede l’inversione della tendenza negativa fin dalla seconda metà di quest’anno - che comunque chiuderà in calo rispetto al 2009 - sulla spinta di un andamento più positivo del Pil, con il ritorno ad un trend positivo a partire dal 2011 (anche se ci vorranno 4 anni per uscire completamente dalla crisi).
Alcune industry riprenderanno con più cautela, come sarà probabilmente il caso delle banche, sotto l’influenza dei timori dovuti all’effetto Grecia.
Ma quando si ricomincerà ad investire ci si accorgerà che nel frattempo è cambiato un parametro fondamentale, ossia il livello di cambio euro-dollaro, con un impatto pesante sui costi di tutto ciò che viene prodotto fuori dell’eurozona e, conseguentemente, sulla capacità di investimento delle aziende che a parità di budget potranno comprare di meno, oltre che sulla marginalità dei vendor e del canale, stretti nel dilemma tra difendere i volumi o la redditività.
Quando la crisi sarà finita, commenta Annamaria Di Ruscio, saremo tutti – clienti e fornitori – completamente diversi. Alcune tendenze sono già chiare. Ad esempio, il taglio dei costi non è più la priorità numero uno: già oggi il miglioramento dell’efficacia dei processi è considerato egualmente importante, con al terzo posto il miglioramento delle relazioni con i clienti.
Poi torna in primo piano la qualità: alcune grandi aziende hanno già inserito parametri qualitativi nei criteri di valutazione delle offerte di servizi, visto che la corsa al ribasso delle tariffe aveva portato ad un abbattimento più che proporzionale del livello degli skill delle persone, con una situazione che potremmo definire di loss-loss, e chiedono in misura crescente ai fornitori un concreto supporto all’innovazione.
L’attuale fase di attesa della ripresa, conclude Di Ruscio, potrebbe poi essere il momento giusto per rivedere in maniera critica quel processo di crescita senza un disegno di fondo preciso che nel recente passato ha portato alla formazione di infrastrutture incoerenti, difficilmente gestibili e poco efficaci, provvedendo al consolidamento, alla virtualizzazione e alla standardizzazione delle architetture e al loro allineamento ai processi di business aziendali, senza dimenticare l’ottimizzazione del parco applicativo.
Si prevede il decollo del cloud computing, soprattutto per l’offerta infrastrutturale, e il rilancio di applicazioni di business intelligence e di fidelizzazione del cliente, facendo leva sulle nuove opportunità offerte dalla tecnologia come l'iPad, specie per il settore finance, come le reti intelligenti per le utility, o come le nuove possibilità dell’informatica embedded nelle auto per le assicurazioni.









