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Maggio 2010: è l'export che traina una piccola ripresa: 66,90

3 maggio 2010
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L'indice Ifiit che misura la propensione agli investimenti in innovazione tecnologica balza di oltre un punto grazie a un'iniezione di fiducia che arriva dai settori più legati allo sviluppo sui mercati internazionali
  • Risale l’Indice Ifiit, che si sposta dai 65,40 punti della rilevazione precedente agli attuali 66,90. A far crescere la fiducia sono soprattutto gli imprenditori delle filiere legate alla metalmeccanica, al tessile, all’elettronica e all’alimentare.
  • Mantengono una propensione agli investimenti in innovazione superiore alla media dell’indice generale i seguenti settori: energia, credito, comunicazioni e trasporti.
  • Stabile la propensione agli investimenti nel settore manifatturiero.
  • La fiducia resta su posizioni elevate nella logistica e nel lusso.
  • Perdura la stabilità nella percezione del digital divide. In Italia 3 imprenditori su 5 ritengono che nel corso dei prossimi mesi il gap tecnologico con altri sistemi-paese più avanzati non subirà sensibili variazioni
  • E’ il Nord-Ovest l’area geografica del Paese dove si manifestano più consistenti le aspettative di investimento in innovazione. Anche l’Emilia- Romagna evidenzia segnali di vivacità. Stabili il Triveneto, il Lazio e la Puglia.


Made in Italy, of course
I segnali della ripresa economica cominciano a consolidarsi, almeno su scala mondiale. Secondo diverse istituzioni (FMI, Wto e Banca Mondiale) il Pil del pianeta nel 2010 potrebbe crescere del 4,2%, trainato dalla domanda dei Paesi emergenti, degli Stati Uniti e di alcune altre aree motrici del commercio internazionale, tra cui il Messico. Il nostro Paese, però, coglierà solo in parte questo riacceso dinamismo, tanto che il Fondo Monetario Internazionale ha ritoccato le stime della crescita italiana, scesa allo 0,8% (dall’1,1% della precedente stima). Anche per Standard & Poor’s il tasso di sviluppo del nostro Paese resterà dimezzato rispetto all’incremento medio della zona euro. Indicazioni sottolineate anche da un rapporto della Banca d’Italia che considera possibile un “modesto ritorno alla crescita nel 2010”. In questo quadro stanno pensando ad investire in innovazione tecnologica solo e in prevalenza le aziende che puntano sulle esportazioni, sull’internazionalizzazione o sull’inserimento in filiere produttive orientate alle attività commerciali estese. Nel mese di aprile hanno confermato una ripresa degli ordini alcuni comparti, tra cui la metalmeccanica, il tessile e il legno-arredo, in sostanza alcuni tra i più importanti pilastri del made in Italy, che ritorna in primo piano. E dal quale potrebbe ripartire il volano dell’economia complessiva (indicazione peraltro suggerita e confortata dal report di Unicredit Group di aprile curato dall’economista Andrea Brasili).

I settori che mantengono alta o che risentono del calo degli investimenti in innovazione in misura inferiore rispetto alla media del Paese
Oltre ai tre settori già citati nel sommario, anche elettronica e agroalimentare cominciano a registrare alcuni segni di interesse. Molte realtà produttive sono convinte che nei prossimi mesi, ripartendo una certa domanda anche sul versante interno, possano tornare centrali gli investimenti innovativi per fortificare la competitività. Energia, credito e trasporti sono altri comparti produttivi che non rinunciano ad investire e che, anzi, mantengono piuttosto alta la fiducia nell’affrontare progetti di miglioramento produttivo.

I settori che mostrano una propensione agli investimenti in innovazione tecnologica allineata ai valori della media nazionale dell’Indice
Il settore della logistica e delle consegne commerciali, che aveva risentito della crisi, inizia a manifestare un risveglio, anche se molto tiepido, verso i finanziamenti di prodotti e servizi legati all’Ict e all’innovazione in genere. La stessa tendenza è riscontrabile nel lusso, che si sta decisamente orientando verso una produzione di sobrietà ed equilibrio, puntando molto sulla ricerca e l’adozione di nuovi materiali. In molte aree del manifatturiero la propensione ad investire in nuove soluzioni resta costante o moderatamente bassa, in linea con le precedenti rilevazioni, segno che le difficoltà sembrano permanere.

I settori che mostrano una propensione agli investimenti in innovazione inferiore ai valori della media generale dell’Indice o che presentano sensibili scostamenti dal livello del mese precedente
Le realtà che manifestano ancora bassa propensione allo sviluppo di nuove concezioni organizzative e gestionali, che facciano perno sull’inserimento di nuove tecnologie, sono quelle legate alle attività professionali e artigianali, tipicamente i mondi della professione e della microimpresa. Stabile e bassa la fiducia nel comparto del turismo non-organizzato, che vive di stagionalità e di scarsa attitudine agli investimenti in nuove tecnologie.

I macrosettori economici: commercio, pubblica amministrazione, edilizia
Nel campo dell’edilizia c’è attenzione per le iniziative che il governo potrebbe prendere per incentivare – nel settore pubblico - la realizzazione di nuovi edifici bio-compatibili o per far ristrutturare i vecchi stabili al fine di introdurre nuovi concetti e soluzioni più adeguate ai tempi. Tuttavia la fiducia dei costruttori resta sostanzialmente debole, come del resto anche quella degli imprenditori del commercio.

Il digital divide
Non muta sensibilmente il quadro che riguarda la percezione del digital divide. La maggior parte degli imprenditori del nostro Paese (61%) – sulla base delle risposte al questionario mensile – ritiene che il divario tecnologico con altre nazioni più avanzate non subirà modificazioni. Questo dato conferma una tendenza che negli ultimi mesi si è consolidata e che rappresenta una base di riflessione.

L’innovazione tecnologica nelle diverse aree geografiche
L’attenzione verso progetti innovativi - e conseguenti investimenti - è in crescita nell’area del Nord-Ovest, dove si comprendono le regioni Lombardia, Piemonte e Liguria. Discreta e promettente anche la ripresa della fiducia in Emilia-Romagna, mentre resta stabile nel Triveneto, area dove le tendenze sono comunque sempre più varie e articolate. Stabilità si registra nelle regioni del Centro e del Meridione.

Focus mensile. Piattaforma per 1 miliardo di euro all’innovazione
Sul tema del finanziamento all’innovazione scendono in campo le banche e le associazioni di categoria. Il problema di ottenere finanziamenti in Information Technology per l’innovazione di prodotto e di processo – molto sentito tra le piccole e medie imprese – potrà essere affrontato grazie alla nascita di alleanze come quella formulata tra Intesa Sanpaolo, Mediocredito (la banca del gruppo Intesa specializzata nello sviluppo delle PMI) e Assinform (l’associazione nazionale dell’IT aderente a Confindustria). L’accordo a tre mira alla promozione della diffusione di soluzioni informatiche innovative nelle imprese industriali e dei servizi attraverso strumenti di finanziamento a medio e a lungo termine, anche personalizzati. “Rispetto al resto d’Europa – precisa Corrado Passera, consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo – il nostro Paese è caratterizzato da una profonda distanza in termini di tecnologia e di innovazione e per questo rischia di perdere partite importanti che si giocano su questi temi. La crescita passa attraverso la capacità delle sue aziende di rendere questo gap sempre più piccolo”. L’obiettivo del patto è quello di facilitare l’accesso al credito per sostenere progetti di avanzamento competitivo. “La principale novità dei prossimi interventi – sottolinea Paolo Angelucci – presidente di Assinform – consiste nel meccanismo operativo, che punta a fornire soluzioni complete”, evitando così la frammentazione sia degli investimenti, sia delle soluzioni. L’approccio integrale era una delle richieste che maggiormente venivano evidenziate dalle stesse imprese, altrimenti costrette a saltellare tra un’offerta e l’altra senza un approccio unitario. Le risorse che vengono messe a disposizione per la realizzazione dell’iniziativa è pari a 1 miliardo di euro, che rappresenta il 9% della spesa complessiva di Information Technology delle imprese italiane (pari a 11 miliardi di euro nel 2009). Lo strumento finanziario è stato individuato in Nova+, la gamma di finanziamenti di Mediocredito Italiano, che punta a sviluppare l’intelligenza, l’immaterialità delle idee, il tempo e la creatività dei clienti, fino al 100% del costo del progetto anche senza ricorrere a garanzie reali. L’accordo prevede due linee di intervento, in funzione della richiesta di finanziamento: 1) per importi fino a 250 mila euro (le cui domande saranno seguite dalle filiali stesse di Banca Intesa); 2) per importi superiori ai 250 mila euro (le cui domande saranno gestite e seguite da Mediocredito Italiano).
Dove possibile il network prevede di poter accedere anche agli strumenti predisposti dallo Stato per facilitare ulteriormente l’accesso al credito (es. Fondo Centrale di garanzia, provvista Cassa Depositi e Prestiti).

(Documento di sintesi a cura di Paolo Gila, Supervisor Ifiit Research)



Questo documento è una sintesi della ricerca mensile che viene effettuata su un campione qualificato e rappresentativo dell’economia italiana. Lo studio viene curato da Ifiit Research, la divisione Ricerche di mercato del Gruppo Mat Edizioni. L’indice e la sintesi mensile sono recuperabili gratuitamente attraverso il sito www.bitmat.it. Coloro che, come aziende o come privati, volessero approfondire gli aspetti della ricerca Ifiit o avvalersi della struttura di Ifiit Research per compiere sondaggi, rilevazioni, ricerche di mercato o altro, possono rivolgersi a:



Ifiit Research
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Tel. 02 56609380
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