BitMAT Indice Ifiit

Aprile 2010 - Prosegue la discesa: 65,40

14 aprile 2010
Bookmark and Share
Tre imprenditori su cinque ritengono che nel corso dei prossimi mesi non si ridurrà il gap tecnologico esistente tra il nostro paese e quelli più avanzati.

• Arretra ancora l’Indice Ifiit, che scende dai 65,80 punti della precedente rilevazione a 65,40. Da circa tre
mesi l’indice – che mostra scostamenti poco sensibile - sembra assestarsi su posizioni attendiste, poco
sopra i 65 punti.

• Mantengono una propensione agli investimenti in innovazione superiore alla media dell’indice generale i
seguenti settori: comunicazioni, meccatronica e robotica, energia, credito, arredo per la casa,
biotecnologie.

• Rallenta la propensione agli investimenti nel settore agroalimentare e in quello delle costruzioni.

• La fiducia resta stabile e su posizioni elevate nella logistica, nella chimica e nel lusso. Resta altrettanto
stabile – ma su posizioni basse e comunque inferiori alla media – nei comparti dell’automotive,
dell’editoria e delle manifestazioni fieristiche.

• Ancora stabile la percezione del digital divide. Si conferma che in Italia circa 3 imprenditori su 5
ritengono che nel corso dei prossimi mesi non si ridurrà il gap tecnologico esistente tra il nostro paese e
gli altri più avanzati.

• Piemonte e Lombardia restano ai più alti livelli di propensione agli investimenti in innovazione
tecnologica, seguite dal Triveneto, dall’Emilia, dal Lazio, dalla Toscana e dalla Puglia.

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Ripartenza al rallentatore
Nel corso del mese di marzo l’economia italiana ha mostrato un andamento contrastato. A fronte di una debole ripresa
della produzione industriale ha fatto riscontro un appesantimento del quadro dei consumi. Secondo la maggior parte
degli analisti e degli osservatori, è ancora in corso il processo delle ristrutturazioni aziendali, che potrebbe portare a
ulteriori e sensibili contrazioni della base produttiva. I sindacati hanno lanciato l’allarme sulla tenuta occupazionale e se
nel corso dei prossimi trimestri la domanda internazionale dovesse ristagnare ci sarebbero effetti negativi anche sul
Made in Italy. Nel frattempo, però, numerosi istituti bancari hanno annunciato di aver in parte risanato i conti. Molti
titoli di società quotate in Borsa tornano al dividendo. I segnali di rasserenamento del clima, dunque, non mancano.
Tuttavia, è proprio il senso di incertezza ancora dominante che induce i decisori aziendali ad essere prudenti sia in
materia di investimenti produttivi, sia nel campo degli investimenti in innovazione tecnologica. Sorprende
positivamente la sostanziale tenuta delle medie imprese (sono circa 4500 e sono quelle con almeno 13 milioni di euro di
fatturato e con dipendenti compresi fra le 50 e le 250 unità) che, secondo il rapporto annuale Mediobanca-Unioncamere,
mantengono alta la propensione allo sviluppo con il ricorso al mercato dei capitali per sostenere progetti di sviluppo e di
internazionalizzazione. In questo quadro congiunturale l’Indice Ifiit ha mostrato un leggero calo, assestandosi a quota
65,40 punti dai precedenti 65,80. Nel corso delle prossime settimane si cercheranno di valutare gli effetti degli incentivi
varati dal governo (motocicli, cucine, etc.) sui comparti produttivi, anche se, secondo le prime impressioni raccolte, non
saranno in grado di modificare gli assetti produttivi, ma serviranno solo a mantenerli, se possibile.


I settori che mantengono alta o che risentono del calo degli investimenti in innovazione in misura inferiore
rispetto alla media del Paese

Accanto ad alcuni settori che tradizionalmente mantengono alta la loro fiducia sugli investimenti in innovazione
(soprattutto energia, credito, assicurazione e comunicazioni) c’è da registrare una consistente ripresa dell’attenzione da
parte di alcuni distretti legati alla produzione di oggetti e arredi per la casa (compresa la domotica), le biotecnologie e la
meccatronica. Aumentano i progetti e gli studi di fattibilità anche per i gruppi che operano nel campo della salute e della
clinica-diagnostica.


I settori che mostrano una propensione agli investimenti in innovazione tecnologica allineata ai valori della
media nazionale dell’Indice
Restano sostanzialmente neutrali rispetto alla precedente valutazione – e su posizioni mediane – due settori classici e
tradizionali del made in Italy come il tessile-abbigliamento e la metalmeccanica. Arretra debolmente il settore del
turismo (forse contagiato nell’umore a causa della difficile situazione climatica e dalle incertezze congiunturali). Molti
operatori di questi tre pilastri della produzione della ricchezza nazionale temono che nel corso dei prossimi mesi possa
accentuarsi il calo dei consumi su scala europea e che, quindi, la base produttiva del Paese possa subire un’ulteriore
contrazione della sua attività. Stabili anche i comparti della logistica, della chimica e del lusso, su posizioni leggermente
superiori alla media dell’indice nazionale.


I settori che mostrano una propensione agli investimenti in innovazione inferiore ai valori della media generale
dell’Indice o che presentano sensibili scostamenti dal livello del mese precedente
Brusca frenata degli investimenti nel settore agricolo e, in parte, nel comparto alimentare, settori che più di altri
scontano ancora gli effetti della crisi. Qualche conseguenza si trascina sulla attività immobiliare (soprattutto per le
costruzioni industriali). In sensibile calo anche il mondo dell’editoria tradizionale, legata alla carta, e quello delle
manifestazioni fieristiche, che tuttavia mostra una crescente aspettativa di ripresa.

I macrosettori economici: commercio, pubblica amministrazione, edilizia
Per quanto riguarda gli investimenti in innovazione, i tre settori viaggiano su posizioni di debolezza e rilassamento. La
contrazione più sensibile si registra soprattutto nel campo commerciale, dove alcuni progetti di introduzione di sistemi
di pagamento informatizzati sono stati rimandati per fare fronte ad un periodo di incertezza. A soffrire maggiormente
sono ancora una volta i piccoli negozi e le attività commerciali marginali.

Il digital divide
La percezione del digital divide resta sostanzialmente stabile: 3 imprenditori su 5 (59%) ritengono che il divario con gli
altri Paesi rimanga sostanzialmente stabile nel corso dei prossimi 3-6 mesi. Forte la disparità tra pubblico e privato, nel
senso che gli operatori considerano che, mentre a livello di imprese gli sforzi siano elevati per allinearsi a dotazioni
tecnologiche avanzate, nullo o scarso è l’impegno della sfera pubblica per dare vita a nuove infrastrutture e reti
avanzate.


L’innovazione tecnologica nelle diverse aree geografiche
Il triangolo Torino, Milano, Genova, torna ad essere di importanza cruciale, nel senso che si intensificano in questa
zona le attese di sviluppo di progetti legati all’innovazione. Nell’area genovese per le attività marittime-mercantili e per
quelle legate al nucleare. Nell’area torinese per le considerazioni sulla meccatronica. Nel milanese per i possibili
sviluppi di alcuni nuovi comparti legati al mondo della ricerca (biotecnologie, farmaceutica, chimica) o a quelli più
tipicamente industriale. A macchia di leopardo si muovono le zone del Triveneto. Seguono poi le regioni del Centro
Nord e del Centro, dove si ravvisano segnali di ripresa sparsa.


Focus mensile. Il budget dell’IT
Nel corso del 2009 la recessione economica ha avuto un impatto significativo sui budget IT: il 70% dei CIO ha subito
un decremento di budget dell’ordine medio del 15%. Lo testimonia il Quarto Golbal CIO Report di CapGemini dedicato
all’utilizzo dell’informazione digitale in azienda. I 500 CIO che hanno risposto al sondaggio su scala europea hanno
risposto a varie domande. Il 55% di loro si è dedicato ad accelerare quei progetti di efficientamento e di miglioramento
dei sistemi nell’ambito del core business. Il 34% ha invece deciso di investire su iniziative in grado di rispondere più
velocemente alle nuove condizioni del mercato. Le misure messe in atto per mitigare la riduzione del budget hanno
compreso: la rinegoziazione dei contratti di fornitura (67%), l’outsourcing dei servizi (45%), l’accelerazione dei
progetti ad alto impatto sul business (55%), dando priorità ai progetti con un ritorno a breve sugli investimenti (55%9 e
quelli che sono legati alla riorganizzazione della funzione IT (41%) per far fronte alle nuove esigenze di governance. In
modo positivo il 75% dei CIO intervistati hanno sottolineato come la loro società abbia considerato la funzione IT al di
sopra del mero ruolo di utility. La maggioranza (91%) sostiene che i progetti IT siano prescelti considerando la strategia
aziendale di business e il loro impatto economico; il 93% ha affermato che le funzioni IT utilizzano indicatori per capire
la disponibilità dell’infrastruttura IT e le applicazioni business. In aggiunta, l’87% ha dichiarato di avere un piano
strategico ITa tre anni e il 68% delle funzioni IT ha già definito dei Service Level Agreement (SLA) per ciascun
servizio IT. Tutto ciò dimostra un’accresciuta focalizzazione sull’industrializzazione del servizio IT e comunque la
disponibilità di nuovi sviluppi tecnologici quali il Cloud Computing, Iaas e Saas, che sono in grado di fornire nuove
alternative alle architetture tradizionali. Le nuove tecnologie – come il web 2.0 e i social network – stanno cominciando
a guidare l’innovazione nelle aziende attraverso modelli aggironati di utilizzo e di gestione dell’informazione stessa. La
maggior parte dei CIO riconosce la possibilità di cogliere questa opportunità di business e di aumento del valore: il 57%
vede l’IT sempre più integrato nell’innovazione di business, il 48% delle funzioni IT monitora costantemente le
innovazioni tecnologiche e il 41% delle funzioni IT organizza forum regolari con gli utenti relativi (business user) per
presentare le ultime tecnologie e il loro impatto in termini di applicazione.
(Documento di sintesi a cura di Paolo Gila, Supervisor Ifiit Research)

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Questo documento è una sintesi della ricerca mensile che viene effettuata su un campione qualificato e rappresentativo
dell’economia italiana. Lo studio viene curato da Ifiit Research, la divisione Ricerche di mercato del Gruppo Ed. Big.
L’indice e la sintesi mensile sono recuperabili gratuitamente attraverso il sito www.bitmat.it. Coloro che, come aziende
o come privati, volessero approfondire gli aspetti della ricerca Ifiit o avvalersi della struttura di Ifiit Research per
compiere sondaggi, rilevazioni, ricerche di mercato o altro, possono rivolgersi a:
Ifiit Research
Divisione Ricerche di Mercato
MAT Edizioni
Via Confalonieri, 36
20100 Milano
Tel. 02 57403643
www.bitmat.it

Indice Ifiit Altre notizie del canale

Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /var/www/sites/mat-tec/public_html/inc/box_news_col_dx.inc on line 11