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Febbraio 2010 - Indice stabile. Ma rimane la cautela - 67,10

9 marzo 2010
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La misura della propensione agli investimenti in innovazione tecnologica

• La sintesi dell’Indice Ifiit di febbraio (sulla base delle rilevazioni compiute nella prima decade di gennaio) conferma il livello di consenso già raggiunto negli ultimi mesi. Con 67,10 punti, il valore si allinea ai 67,20 punti precedenti, segno di una stabilità sul breve periodo che conferma, da una parte, la crescita del sentiment rispetto ai periodi più cupi della crisi e dall’altra, comunque, la perdurante cautela degli operatori, almeno in questa fase del ciclo economico.

• Si intensificano le aspettative nel mondo della logistica, dell’energia e delle comunicazioni.


• Rallenta la propensione agli investimenti nel settore delle aziende edili, cantieristiche e del comparto manifatturiero non avanzato.


• La fiducia resta stabile nell’ampio ventaglio del Made in Italy (inteso come moda-abbigliamento, tessile, meccanica), del turismo, del mondo assicurativo.


• Si registra un leggero recupero di fiducia sotto l’aspetto del digital divide. In Italia ora circa 3 imprenditori su 5 (erano 2 su 3 nella precedente rilevazione) ritengono che nel corso dei prossimi mesi si potrebbe ridurre il gap tecnologico esistente tra il nostro paese e gli altri più avanzati.


• Quasi immutato anche il quadro della distribuzione geografica della propensione ad investire in innovazione tecnologica. Piemonte, Lombardia, Veneto e Lazio si confermano ai vertici.



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2010: l’Anno del Dragone?

L’anno nuovo, che apre di fatto il secondo decennio del secondo Millennio, è cominciato sotto gli auspici di una debole ripresa economica per le grandi economie dell’Occidente. La crescita del Pil in Europa, secondo autorevoli istituti internazionali come il FMI e l’OCSE, si potrebbe attestare tra l’1 e l’1,5%. Una valutazione si cui concordano anche le stime del governo guidato da Silvio Berlusconi e da vari enti di ricerca. All’orizzonte si intensificano però due grandi problemi in grado di minacciare la tenuta del lento sviluppo: la disoccupazione (che secondo il presidente della BCE potrebbe impennarsi e superare il 10% entro breve) e il debito pubblico (che per il Centro Studi di Societé Générale è destinato a raggiungere la media del 150% del Pil entro il 2012 nelle aree Euro, Gb e Usa). Come si può facilmente intuire il quadro non è tragico ma è certamente insidiato da mine esplosive che governanti e industriali devono valutare con animo sospettoso e prudente. Tutto ciò si prefigura mentre nelle zone dove si gioca lo sviluppo del futuro la crisi sembra passare quasi inosservata. La Cina ha chiuso il 2009 con un Pil salito del 10,7% e ora la sua economia è in grado di primeggiare con quella giapponese tanto che nel corso del 2010 molti si aspettano il fatidico sorpasso. Anche altri paesi che stanno assumendo il ruolo di locomotiva (India, Brasile e Russia in primis) hanno superato senza grandi turbolenze interne il difficile periodo dal quale invece non riescono a risollevarsi i grandi potentati che si affacciano sull’Atlantico. La bussola dell’economia del futuro si sta orientando verso il Pacifico. Con ogni probabilità il 2010 sarà ricordato come l’Anno del Dragone, come l’anno cioè in cui la Cina raggiungerà il primato economico in Asia, come l’anno in cui il baricentro dell’economia sarà pienamente spostato in Oriente.


I settori che mantengono alta o che risentono del calo degli investimenti in innovazione in misura inferiore rispetto alla media del Paese
In Italia le imprese che sono disposte a prendere in considerazione progetti e soluzioni legate all’innovazione tecnologica e che mantengono alta l’attenzione verso processi di miglioramento a livello produttivo e organizzativo appaiono quelle energetiche, quelle appartenenti al settore della logistica e, infine, alcune società di comunicazione integrata. In particolare, per il primo comparto, gli investimenti si presentano significativi nel settore del nucleare, dei gasdotti e degli oleodotti, della realizzazione di cluster e nella progettazione. Nel campo dell’immagazzinamento e della gestione di merci sono allo studio allargamenti di poli logistici portuali e terrestri, soprattutto nella parte del Nord-Italia, lungo la direttrice Est-Ovest, in funzione anche dell’avanzamento del progetto di Alta Velocità tra Torino e Lione. Per ciò che concerne invece le comunicazioni, il digitale terrestre nell’ambito televisivo, la crescita delle funzioni multimediali nell’editoria, i promettenti sviluppi delle web tv e, non ultimo, il fermento che contraddistingue la telefonia mobile, hanno alzato le richieste di capitali per l’investimento e lo sviluppo di progetti.


I settori che mostrano una propensione agli investimenti in innovazione tecnologica allineata ai valori della media nazionale dell’Indice
A mostrare stabilità sono soprattutto i comparti tradizionali del Made in Italy, sospesi tra l’aspettativa di una ripresa della domanda internazionale e la perdurante stagnazione su livelli produttivi ridotti. I segmenti della moda, del legno-arredamento e della metalmeccanica tradizionale resistono sui livelli già conosciuti, con deboli scostamenti.
Anche settori più orientati all’innovazione, come l’assicurativo e il commercio legato alla grande distribuzione hanno manifestato segnali di stabilità, in attesa di possibili coinvolgimenti futuri. Sembra dunque prevalere una forte prudenza in gran parte dell’attività produttiva italiana.


I settori che mostrano una propensione agli investimenti in innovazione inferiore ai valori della media generale dell’Indice o che presentano sensibili scostamenti dal livello del mese precedente
Cala la propensione agli investimenti in innovazione tecnologica nell’ambito degli studi professionali, delle piccole attività artigianali e manifatturiere legate a distretti in difficoltà (ceramiche, tessile, nautica). Battuta d’arresto anche per alcuni segmenti della progettazione architetturale, come manifestazione del rallentamento del comparto edile nel suo complesso. A soffrire di più in questa fase sono le piccole attività industriali non specializzate e non perfezionate da sistemi di automazione, con scarse aderenze al mercato internazionale e con ridotte possibilità di migrare a modelli produttivi più complessi. E’ il mondo dei sub-fornitori di poli produttivi a basso valore aggiunto che rischiano l’indebolimento a causa della crescente concorrenza da parte di nuovi operatori provenienti da aree in via di sviluppo.


I macrosettori economici: commercio, pubblica amministrazione, edilizia

Sulla base delle rilevazioni compiute - e grazie alle riflessioni e alle interpretazione di alcuni esponenti del Focus Group di Ifiit Research – i settori del commercio e dell’edilizia potrebbero essere quelli che, a causa della crisi dei consumi, nel 2010 potrebbero manifestare ulteriore contrazione degli investimenti. Un sentiment che sembra essere molto diffuso tra gli operatori, soprattutto nelle fasce delle vendite al dettaglio e delle piccole realtà distributive (in ambito commerciale) e delle medio-piccole realtà edili.
Scarsi i segnali di vivacità da parte della pubblica amministrazione, eccezion fatta per alcuni ambiti territoriali (amministrazioni locali).


Il digital divide
Leggero recupero di fiducia tra gli imprenditori in merito al digital divide. Cresce la componente degli operatori che si aspettano (o si augurano?) una ripresa della competitività a livello di sistema Paese, anche in vista dell’indebolimento di alcune nazioni avanzate.


L’innovazione tecnologica nelle diverse aree geografiche

Si conferma il quadro generale di consenso già rilevato in precedenza, con qualche sfumatura. In Piemonte e Lombardia prevale un miglioramento della propensione agli investimenti nei settori della meccanica, mentre nel Veneto appare di più sotto i profili della sanità e del nucleare.


Focus mensile. Modelli di imprenditorialità innovativa

Creare imprese ad alta tecnologia e favorire la nascita di progetti di trasferimento tecnologico. E' questo l'obiettivo di M31, una società privata che a Padova cerca di favorire l'imprenditorialità dei giovani e la nascita nel territorio di imprese ad alto valore aggiunto, in stretta collaborazione con le università. "Il progetto della nuova impresa - spiega il presidente e amministratore di M31 Ruggero Frezza - viene valutato dal nostro cda e una volta approvato, chi ha avuto l'idea e i suoi collaboratori vengono reclutati in M31 per lavorare al progetto di impresa, percependo uno stipendio che permette loro di dedicarsi allo sviluppo della loro idea senza affanni. Contestualmente viene stilato un accordo che definisce la partecipazione degli inventori all'eventuale futura impresa. Si fissano in questa fase gli obiettivi, raggiunti i quali si costituisce la nuova impresa. Se gli obiettivi sono raggiunti e l'impresa è matura, viene costituita ed avrà nella compagine sociale gli inventori, M31 ed eventuali investitori".
Il modello di azienda è quello dell'innovazione aperta a redditività condivisa dove i rapporti con partner, fornitori, collaboratori e 'stakeholders' si realizzano sempre secondo il binomio 'win-win'.
"L'esperienza di M31 – illustra Frezza - dimostra che le risorse economiche non mancano. Al Nord, semmai, il problema e' dato dal limite manageriale legato allo start up delle imprese. La nostra è un'azienda in grado di progettare e creare nuove imprese competitive che puntano sull'innovazione e sulle idee dei giovani laureati e dottorati. M31 offre anche consulenze con il fine di creare opportunità di fare impresa in un secondo momento, trasformando il cliente in un partner e creando differenziazione e nuova crescita". Oggi in M31 ci sono 18 soci, 50 tra dipendenti e collaboratori e 5 aziende: 1) CenterVue che opera nel settore biomedicale e sviluppa strumenti diagnostici ad elevata automazione; 2) Eye Knowledge Network, piattaforma di telemedicina su web necessaria all'implementazione del progetto d'impresa di CenterVue; 3) Si14 che progetta, produce e commercializza numerosi modelli di pc 'embedded' ovvero sistemi di elettronica civile ed industriale ad alte prestazioni, a basso consumo energetico ed aventi largo spettro di applicazioni; 4) Adaptica che progetta, produce e commercializza sistemi di ottica adattativa, ovvero sistemi ottici controllati da microcomputer che consentono il trattamento in tempo reale dei fasci di luce e 5) Zond che sviluppa progetti su commessa e software per sistemi industriali 'embedded', soluzioni hardware-software personalizzate, infrastrutture IT ed applicazioni web.


(Documento di sintesi a cura di Paolo Gila, Supervisor Ifiit Research)


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Questo documento è una sintesi della ricerca mensile che viene effettuata su un campione qualificato e rappresentativo dell’economia italiana. Lo studio viene curato da Ifiit Research, la divisione Ricerche di mercato del Gruppo Ed. Big. L’indice e la sintesi mensile sono recuperabili gratuitamente attraverso il sito www.cbritaly.it. Coloro che, come aziende o come privati, volessero approfondire gli aspetti della ricerca Ifiit o avvalersi della struttura di Ifiit Research per compiere sondaggi, rilevazioni, ricerche di mercato o altro, possono rivolgersi a:

Ifiit Research
Via Confalonieri, 36
20100 Milano
Tel. 02 57403643

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